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E N O T E C A - W I N E B A R CABERNET Il cabernet, nelle due varietà sauvigon e franc, è uno dei vitigni più "internazionali". Originario della zona di Bordeaux, si è poi diffuso in tutto il mondo, nelle zone calde e temperate, mantenendo sempre le sue caratteristiche varietali. Anche in Italia viene coltivato un po' dappertutto in Trentino Alto Adige, Friuli e Veneto. Di solito viene vinificato da solo o tagliando le due varietà: se il franc è più aggressivo ed erbaceo ed il sauvignon è più strutturato e aristocratico. Quando al cabernet veiene aggiunta una percentuale di merlot si ha il "taglio bordolese", così detto dalla zona di provenienza; è un uvaggio particolarmente equilibrato, strutturato e adatto ad invecchiare. L'introduzione su larga scala di questo vitigno ha segnato una sorta di rinascita della nostra enologia, ora impegnata a conseguire obiettivi di livello internazionale. Il cabernet è stato inserito nell'uvaggio di molti vini classici del nostro Paese, ad esempio nel Chianti, come "vitigno migliorativo". Ha comunque trovato in Italia dei microclimi particolarmente favorevoli. MALVASIA Insieme al moscato, la malvasia è una delle uve dalla storia più antica e movimentata. Nell'antica Grecia, dove era giunta dall'Asia Minore, prese il nome dal porto di Monenvasia. Da qui, grazie al talento marinaro (ed enologico) dei Greci, nel giro di qualche secolo si diffuse per tutto il bacino del Mediterraneo e nella zona continentale. Oltrepassate le colonne d'Ercole, la troviamo a Madeira e, in tempi recenti, addirittura in California. Inutile dire che le varietà di malvasia sono numerose, quasi quante le tipologie di vino alle quali può dare origine: dal bianco secco e strutturato dal tipico aroma, a quello dolce da dessert, fino al rosso spumante. Le principali malvasie italiane sono l'istriana, diffusa nel Friuli Venezia Giulia, che dà un vino di buona alcolicità, ricco e pieno, leggermente aromatico, molto fine; quella del Lazio, intensa ed elegante, che entra a far parte dell'uvaggio dei bianchi locali, quasi mai vinificata da sola; la malvasia di Candia, diffusa nel Lazio ed in Campania; quella del Chianti, delicata e profumata, che confluisce in uvaggi anch'essa. Nelle isole Lipari invece la malavasia trionfa ed è protagonista di uno dei grandi vini da dessert italiani. Quella nera è invece diffusa in Piemonte (è Doc a Consorzio e Castelnuovo), in Alto Adige (dove è Doc) ed in Pugllia, dove fà parte dell'uvaggio di numerosi rossi e rosati. In Sardegna se ne contano numerose versioni, da quelle spumanti alle liquorose, più o meno secche, di buon livello e serbevoli. MERLOT Anche il merlot è originario del Bordolese dove è più diffuso, in percentuale, del cabernet. E' stato il primo vitigno francese ad essere impiantato su larga scala nel nostro Paese dopo l'epidemia della filossera. Si è diffuso particolarmente in Veneto, in Friuli ed in Trentino e , successivamente, anche in Lombardia, nel lazio e nella Campania. Il merlot dà un vino di colore rosso rubino intenso, dai profumi intensi e vinosi di frutta rossa e viola, che con la maturazione sfumano verso toni più delicati e fini (di fieno falciato, di vegetali, di burro); al palato spicca la componente alcolica. Nonostante la struttura robusta, è un vino di una certa morbidezza sin da giovane, caldo, ricco e vellutato, non molto tannico. Il vitigno è molto adattabile ai diversi tipi di suolo ed è assai produttivo. Questi due fattori sono alla base della sua diffusione nel nostro Paese, ma va da sé che i risultati di questa impostazione sono in genere vini di qualità corrente, che raramente escono dall'anonimato. Gli ultimi anni hanno visto però una riscoperta del merlot, e numerosi produttori si sono impegnati a sfruttare le sue grandi potenzialità, impiantando con criteri qualitativamente mirati e vinificandolo in purezza o insieme al suo partner di sempre, il cabernet. NERO D'AVOLA Il nero d'Avola, conosciuto come calabrese, è il miglior vitigno rosso della Sicilia, ed è anche il più diffuso. Viene di solito coltivato ad alberello o a spalliera, e dà un'uva ad alta gradazione zuccherina che gli permette di arrivare con facilità ad oltre quindici gradi alcolici. Il vino che se ne ricava ha sapori e profumi intensi e particolari ma risulta carente di acidità; per questo motivo è quasi sempre usato negli uvaggi, ai quali conferisce corpo ed il tipico aroma di marasca. Ma attenzione: allevandolo con particolari criteri si è riusciti ad abbassarne il contenuto di zuccheri e ad aumentarne l'acidità. Vinificato così in purezza, con tecnologie moderne, si è rivelato come uno dei grandi rossi di struttura italiani, intenso ed armonico, adatto ad un lungo invecchiamento. Il nero d'Avola entra nella composizione del Cerasuolo di Vittoria e di diversi altri vino Doc, tra cui alcuni tipi di Marsala; è una componente dell'uvaggio dei rossi da tavola siciliani più noti. SAUVIGNON E' un vitigno alla moda e tra le varietà "internazionali" dà origine a vini di rinomanza mondiale. Originario della Francia, viene coltivato da oltre un secolo anche nel nostro paese, dove fu introdotto inizialmente in provincia di Parma e Piacenza. Si è poi diffuso nel Veneto e soprattutto in Friuli. Normalmente il sauvignon cresce bene nelle zone di clima continentale, ma la sua versatilità è tale che anche nelle aree calde con una sensibile escursione termica ha dato buoni risultati Il vino che si ottiene è considerevolmente migliorato negli ultimi anni, grazie ad una più attenta tecnica di vinificazione, che prevede tra l'altro una fermentazione a bassa temperatura. Ha una gamma di profumi molto intensi, personali e facilmente riconoscibili tra i quali quello di fico, di foglia di pomodoro, di peperone, di erbaceo. Il sauvignon ha generalmente struttura e longevità maggiori se vinificato in barrique. Attualmente i migliori vini di questo tipo si producono in Friuli, nelle zone del Collio e Colli Orientali. |